Il processo di digitalizzazione e lo sviluppo delle cripto attività hanno sollevato importanti interrogativi sulla tenuta dei regimi normativi esistenti e sulle strategie regolatorie più efficaci per disciplinare questi fenomeni, anche con riguardo alla normativa antiriciclaggio. Le nuove modalità di circolazione della ricchezza abilitate grazie alle tecnologie a registro distribuito hanno sollevato un articolato ventaglio di questioni relative non soltanto all'applicabilità o meno dei requisiti (id est, adeguata verifica della clientela, obbligo di conservazione e obbligo di segnalazione di operazione sospetta), ma anche alla necessità, più in generale, di un profondo ripensamento dell'architettura istituzionale e sostanziale dell'intera disciplina antiriciclaggio. In questa prospettiva, il presente lavoro esamina il recente fermento regolatorio valorizzando come il fil rouge che attraversa e tiene uniti i più recenti interventi di aggiornamento della materia (la IV e V direttiva antiriciclaggio) e pure la riforma organica del diritto antiriciclaggio europeo presentata dalla Commissione Europea è, tra le altre cose, la centralità del protocollo organizzativo d'impresa.