Lassenza di una emergency clause nel testo della Costituzione italiana non è mai stata di ostacolo, come lesperienza ha finora dimostrato, alla introduzione di misure legislative e amministrative, dettate dallesigenza di far fronte a situazioni straordinarie di varia origine e intensità, a tutela di valori ritenuti preminenti come la sicurezza, lordine pubblico e la salute della collettività. Tralasciando le criticità che possono considerarsi cicliche oppure strutturali, il volume assume ad oggetto le fattispecie propriamente emergenziali, ossia gli eventi dai quali, per modalità di esordio, di sviluppo e di gestione, può scaturire la necessità di disporre in via temporanea regimi derogatori ed eventualmente di attivare uno stato di emergenza, così da permettere il superamento della crisi, il ripristino dellordine normale dei poteri e il pieno esercizio delle autonomie individuali e collettive. Lattenzione è rivolta principalmente alla disciplina e alla prassi maturata nellordinamento italiano, soprattutto in relazione agli accadimenti degli ultimi decenni, senza prescindere tuttavia dal dato internazionale e sovranazionale, nonché dallosservazione delle più significative esperienze straniere e dal contributo del diritto comparato. Proprio il confronto con altri ordinamenti di democrazia pluralista dellarea europea si rivela utile ad evidenziare similitudini e diversità di approcci, comuni aspetti problematici e linee di tendenza, oltre che a riflettere sulla opportunità di dettare anche in Italia una disciplina costituzionale dellemergenza.