Numerose sono le problematiche ricostruttive che listituto della collazione, stante la sua antica tradizione, pone con frequenza crescente, dividendo dottrina e giurisprudenza. Le soluzioni offerte in materia tuttavia, non sempre sono risultate adeguate e coerenti. Ciò sollecita una riflessione tesa a recuperare la significativa e peculiare portata che la collazione assume nellàmbito del procedimento successorio, a maggior ragione nei casi nei quali la trasmissione ereditaria riguardi un «bene produttivo». A tal riguardo, in un sistema economico a capitalismo familiare, come quello italiano, si rivela necessario un approfondimento volto a verificare la compatibilità delle regole successorie con le specifiche problematiche che il passaggio generazionale di un «bene produttivo» abitualmente pone. Del resto, quando oggetto di donazione sia unimpresa, la trasmissione ereditaria chiama in causa una pluralità di specifiche variabili integrità dei beni, attitudini gestionali dei chiamati a succedere, passaggio generazionale che fanno assumere alla fattispecie successoria una serie di connotazioni peculiari, al punto da mettere in crisi la tenuta delle categorie concettuali della disciplina della successione mortis causa prevista dal codice civile. Segnatamente, si rivela indispensabile, data lassenza di specifiche norme in grado di fornire unorganica regolamentazione della materia, lattenzione per le ipotesi della trasmissione di azienda e di partecipazioni sociali. La lacuna ordinamentale conduce a individuare soluzioni in grado di bilanciare, secondo adeguatezza, linsieme dei valori che vengono in rilievo, con particolare attenzione nel binomio tra gli interessi della proprietà, dinamicamente intesa, e gli interessi della famiglia alla funzione, piú che mai attuale nel sistema, del fenomeno collatizio.