Il lavoro si propone di analizzare, attraverso un approccio critico, comparato e transdisciplinare, il plusvalore espressivo dei segni sociali suscettibili di divenire oggetto di esclusiva industriale. Lanalisi della casistica e dei trends iperprotezionistici delle ragioni proprietarie, maturati nel discorso europeo, rivela linadeguatezza di opposizioni binarie tra logica individuale e collettiva, patrimoniale e non patrimoniale, nonché tra commercio e cultura, e tra mercato e società. Allinterno di tale impianto valutativo, si individuano strategie giuridiche capaci di preservare sia linappropriabilità dei processi di significazione dei segni, quali entità semiotiche e non semplici merci fittizie, sia la dimensione collettiva degli usi espressivi da parte dei consociati. Lobiettivo dei dispositivi giuridici selezionati è costruire un sistema dei marchi compatibile con una democrazia dialogica e culturale, rispettosa del pluralismo sociale.