La frode sportiva è un artifizio orientato ad annientare o, almeno, ridurre il rischio della sconfitta. Essa è volta a sopprimere lalea del giuoco, affinché lesito della competizione non sia più immerso nel calcolo del probabile, di ciò che può accadere o non accadere. La frode aspira a dominare limprevedibile, ad arginare la minaccia del divenire, e così a controllare lo sviluppo della gara e il suo risultato. Lalterazione dellevento sportivo cagiona un pregiudizio ai soggetti che possono pretendere, a vario titolo, lo svolgimento di una gara genuina e alle persone che possono appropriarsi di un valore monetario nel caso di vittoria. Ma talvolta il danno prescinde dalleffettiva alterazione del regolare svolgimento della gara, giacché il mero atto compiuto con certe modalità e diretto a influire sulla competizione sportiva potrebbe assumere rilevanza come fatto costitutivo dellobbligazione risarcitoria.
Per questa via la frode sportiva dannosa suscita lattenzione del privatista, il quale è chiamato a interrogarsi sulle possibili azioni volte a soddisfare lesigenza riparatoria delle vittime. Il lavoro prende in esame alcuni punti di intersezione tra frode sportiva e responsabilità civile, osservando il fenomeno dalla prospettiva soggettivamente qualificata dei danneggiati, senza trascurare le modalità della condotta dannosa.