Apparentemente iperbolica, ma non molto lontana dal vero, è la considerazione che individua nel tema della prova uno dei massimi concentrati dello scibile umano, quasi un punto di confluenza di conoscenze filosofiche, storiche, politiche e culturali: un concentrato che, per la stessa diversa natura dei componenti, mai si presta allobiettivo del microscopio, proponendo allinterprete ora luna ora laltra delle sue poliedriche immagini che si riflettono in un gioco di specchi mobili, quali sono i possibili angoli di visuale donde si studia loggetto. Si tenga presente che nel solo ambito del processo penale la prova è soltanto uno degli anelli sia pure tra i più vistosi di quella complessa progressione con la stessa imputazione, con il giudizio e col processo, a sua volta inscindibile dalla storia e dalla politica di una collettività, studiata in un determinato periodo, ma segnata dalle epoche precedenti e proiettata verso il futuro. Nel processo penale attuale la prova si forma nella dialettica dibattimentale secondo modalità chiaramente definite e verificate allinterno di un sistema di valutazione legale e razionale. In particolare, la complessa attività che presiede alla sua costituzione e al controllo del risultato, viene definita procedimento probatorio: termine utilizzato, inoltre, anche nellaccezione, parzialmente differente, destinata ad indicare la corretta formazione della singola prova. La definizione più ampia sembra, però, meglio delineare il fenomeno procedurale, cogliendone la complessità e comprendendo la diversità di regole applicabili alle varie tipologie probatorie: in questo senso si ritiene, per un verso, che il procedimento probatorio si distingua nella fase dellammissione, dellacquisizione e della valutazione o, in unottica parzialmente diversa, che la sua latitudine coinvolga anche le prerogative connesse alliniziativa e alla fase investigativa oltre che il modo attraverso il quale si ottiene il dato.