La riforma Cartabia, adottata con la legge delega 206/2021 e con il d.lgs. 149/2022, ha fornito loccasione per rimeditare sul tema degli strumenti di risoluzione delle controversie al di fuori della giurisdizione, posti al centro di una delle linee di intervento, e sul loro rapporto con il processo. La cornice in cui si collocano le novelle normative è quella del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), varato dallUnione Europea a riparare i danni economici e sociali causati dallemergenza sanitaria da Coronavirus e contribuirà a gettare le basi per rendere le economie e le società dei Paesi europei più sostenibili, resilienti e preparate alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e digitale. Nella parte dedicata alla giustizia si rinviene unanalisi che valorizza lautonomia, lindipendenza e lalto profilo di professionalità dei magistrati, in un contesto che, però, soffre del fondamentale problema dei tempi di celebrazione dei processi, la cui durata incide negativamente sulla percezione della qualità della giustizia resa nelle aule di tribunale, secondo la nota massima per cui giustizia ritardata è giustizia denegata. Nelle Country Specific Recommendations indirizzate al nostro Paese negli anni 2019 e 2020, la Commissione Europea, pur dando atto dei progressi compiuti negli ultimi anni, invita lItalia ad aumentare lefficienza del sistema giudiziario civile. Viene dunque individuata la necessità di una riforma del settore giustizia civile con lobiettivo di riportare il processo italiano a un modello di efficienza e competitività.