Loggetto del volume è quello tradizionale: lesposizione del sistema delle tutele
offerte dallordinamento ai cittadini contro gli atti e i comportamenti delle pubbliche
amministrazioni e dei soggetti privati che la legge ad esse equipara.
Le tutele non si esauriscono sul piano processuale ma si estendono al piano sostanziale (ricorsi amministrativi, strumenti di soluzione stragiudiziale delle controversie); e, sul piano processuale, sono assegnate a giudici diversi (giudici ordinari, amministrativi, contabili, delle acque, parlamentari), che seguono riti processuali differenziati. Restano fuori dalla trattazione solo le controversie tributarie, secondo tradizione. Per questo suo contenuto il volume non può essere denominato Diritto processuale amministrativo: il titolo non renderebbe appieno il suo contenuto.
Daltronde non è soltanto conforme a tradizione (e ai programmi dinsegnamento
universitario), ma anche rispondente a criteri di razionalità, esporre con sistematicità
linsieme delle tutele, processuali o meno, contro le amministrazioni. Si può offrire
un panorama completo dei modi in cui il cittadino può far rientrare nei limiti della legalità lazione amministrativa che se ne sia discostata, senza dare peso (sul piano espositivo) al carattere sostanziale o processuale dei singoli rimedi, o guarentigie secondo
lelegante vocabolo utilizzato da Oreste Ranelletti.
La teoria e la pratica della giustizia amministrativa sono stati (e in parte continuano ad essere) il luogo di elaborazione dei principi e dei concetti fondamentali del diritto amministrativo sostanziale; molto più che non sia stato il processo civile luogo di
elaborazione di istituti del diritto privato. Anche per questa ragione sarebbe riduttivo
costring